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Con le campagne sui social e nelle università ha spostato il voto di molti giovani dem

Alla Utah University è stato assassinato un martire per la libertà. È questa la definizione che più si addice a Charlie Kirk, 31 anni, figlio, marito, padre, americano, conservatore ma, più di ogni altra cosa, amante della libertà in tutte le sue forme. Kirk ha fatto della difesa del free speech il suo tratto saliente in un'epoca in cui il politicamente corretto e la censura hanno messo in discussione uno degli architravi delle democrazie: la libertà di espressione. Una tendenza che si è diffusa nelle società occidentali partendo dai campus delle università americane, un tempo luoghi di dibattito e confronto, negli ultimi anni diventati ostaggio della dittatura delle minoranze. Non è un caso che la sua organizzazione Turning Point Usa, fondata nel 2012, abbia sfondato nei consensi proprio negli anni di massima diffusione della cultura woke, rappresentando un contraltare e un porto sicuro per milioni di giovani conservatori. Turning Point ha contribuito a spostare una parte importante dell'elettorato giovanile dai democratici ai repubblicani e, grazie a Kirk, per la prima volta da anni, alle elezioni presidenziali del 2024 molti giovani hanno votato per Donald Trump. Kirk ha compreso l'importanza di agire su due fronti: da un lato nelle università costituendo la rete capillare di gruppi studenteschi di Turning Point, dall'altro sui social network (dove era seguito da milioni di follower) attraverso podcast e programmi di successo. Nel 2020 il giovane attivista conservatore ha dato vita al The Charlie Kirk Show, un talk show radiofonico di tre ore in cui affrontare argomenti di ogni genere con un taglio anticonformista e politicamente scorretto.