Le sue ultime tracce social suggeriscono già il finale. Dopo le stories dell’ovazione appena raccolta dal pubblico, c’è Zaccaria Mouhib solo, in penombra, illuminato da una luce blu intermittente. La colonna sonora spiega quanto sta accadendo. Quel «la po-li-zi-aaa, nooo» non è però firmata Baby Gang, nome d’arte del trapper da milioni di ascolti. È un prodotto dell’AI che spopola su Tik Tok. Il seguito è facile da immaginare. E per il 24enne non è una novità. I carabinieri di Lecco e Milano lo arrestano (di nuovo) in flagranza per detenzione di arma clandestina e ricettazione. Nella perquisizione alle 4 del mattino nella stanza di un «Aparthotel» milanese in zona Città Studi gli trovano una pistola con matricola abrasa, oltre a qualche grammo di fumo, e tanti contanti.