CADONEGHE (PADOVA) - Sul 52enne arrestato la sera del 3 settembre su chiamata dell'onorevole della Lega Alberto Stefani c'è una segnalazione in procura per maltrattamenti in famiglia. I carabinieri nei giorni scorsi l'hanno inviata al quarto piano del palazzo di Giustizia dopo che l'uomo era stato scarcerato dal giudice a chiusura del processo per direttissima: era accusato di resistenza a pubblico ufficiale per essersi dimenato durante l'intervento dei carabinieri. Adesso il fascicolo per la resistenza ai militari si è gonfiato con la segnalazione dell'Arma, sulla scorta del video consegnato dall'onorevole leghista ai carabinieri e nel quale si vede l'uomo, all'interno di una macchina, picchiare la moglie mentre lei si trova alla guida dell'auto.

Lui è un 52enne ex assistente capo della polizia penitenziaria, in passato protagonista delle cronache anche per l'imputazione (poi caduta in giudizio) di tentato omicidio nei confronti di un parente acquisito. Abita in un comune del Monselicense e su di lui la procura sta valutando come approfondire la segnalazione dei militari dell'Arma. Un'indagine d'ufficio dal momento che la donna non ha messo nero su bianco alcuna denuncia né ha portato in caserma il referto di un Pronto soccorso. Il primo passo sarà quindi quello di capire, attraverso le testimonianze di vicini e conoscenti, quale sia il vissuto della coppia e se ci siano stati episodi precedenti a quello della sera del 3 settembre e, di conseguenza, delle denunce.