ALTA PADOVANA (PADOVA) - Nonostante fosse ristretto agli arresti domiciliari, continuava le vessazioni nei confronti dell'ex moglie ed ora è finito in carcere. I carabinieri della stazione di San Martino di Lupari hanno eseguito l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Padova su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un uomo residente nel Cittadellese, ritenuto responsabile, in ipotesi accusatoria, del reato di atti persecutori (stalking) ai danni dell’ex compagna.

Attenta e precisa la ricostruzione della situazione fatta dagli inquirenti. Tutto è cominciato a gennaio dell’anno scorso quando l’uomo, non accettando la fine della relazione, ha cominciato a manifestare una gelosia morbosa ed un ossessivo desiderio di controllo della ex. Pulsioni che si sono tradotte in una sistematica attività di stalking e sorveglianza. L'indagato avrebbe installato una telecamera nella camera da letto della vittima e un geolocalizzatore gps sull'auto di lei, arrivando a inviarle screenshot dei suoi spostamenti così da intimidirla. Alla persecuzione digitale, fatta di chiamate e messaggi incessanti, proseguiti anche attraverso nuovi profili social dopo essere stati bloccati quelli nominativi, si sono aggiunti pedinamenti e veri e propri inseguimenti stradali. L'indagato si è più volte anche presentato all'improvviso nell'abitazione della donna e altre volte appostato nei luoghi frequentati dalla donna in diverse province del Veneto. Questo modus agenda ha creato nella donna un clima di oppressione e generato un grave e persistente stato di ansia, costringendola a stravolgere radicalmente le proprie abitudini quotidiane per timore della propria incolumità.