L’arresto è stato convalidato, ma l’indagato è stato rimesso in libertà. Si è conclusa così, ieri mattina al Tribunale di Padova, l’udienza per direttissima a carico dell’uomo che mercoledì sera era stato inseguito e filmato dal deputato Alberto Stefani. Si chiama Mirko Gechele, è un ex assistente capo della polizia penitenziaria, in passato protagonista delle cronache anche per l’imputazione (poi caduta in giudizio) di tentato omicidio nei confronti di un parente acquisito. Questa volta il 52enne è accusato di resistenza a pubblico ufficiale, per l’atteggiamento non rispettoso nei riguardi dei carabinieri tenuto durante le concitate fasi dell’intervento a Pernumia, il paese in cui vive con la moglie una difficile situazione familiare. Non sono state emesse misure restrittive e il processo è stato rinviato: l’avvocato Pietro Sartori ha chiesto i termini a difesa, anche perché l’intendimento del suo assistito era farsi refertare i segni di un’asserita colluttazione. Nessun riferimento invece, almeno per il momento, ai filmati consegnati dal politico agli investigatori per documentare le presunte percosse subite dalla donna mentre era al volante. «So quello che ho visto, era doveroso chiamare il 112 e lo rifarei mille volte», ha ribadito il segretario regionale della Liga Veneta, a cui sono andati pure i complimenti pubblici del leader federale Matteo Salvini: «Non solo giovane amministratore e parlamentare in gamba, ma anche uomo di cuore e coraggio».
Picchia la moglie alla guida, Alberto Stefani lo fa arrestare: «Fermare le botte? Lo rifarei altre mille volte». Il 52enne (ex agente penitenziario) torna in libertà
L’arresto è stato convalidato, ma l’indagato è stato rimesso in libertà. Si è conclusa così, ieri mattina al Tribunale di Padova, l’udienza per...






