Siamo il Paese che ha ricevuto più risorse di tutti in Europa per il Pnrr. Quello che nonostante una maxi-revisione del Piano (a fine 2023) ha rispettato tutte le scadenze di pagamento concordate con Bruxelles e ha già chiesto l’ottava e terz’ultima rata, prevista per il prossimo mese di dicembre. Il Paese che nonostante ritardi di spesa in alcune missioni (Lavoro e Turismo in particolare, secondo le ultime valutazioni) ha percentuali altissime di progetti conclusi anche al Sud tra i Comuni, considerati all’inizio l’incognita più seria per la riuscita del Pnrr. Già, ma tutto questo – al netto delle polemiche di natura politica – quanto produrrà alla fine, ovvero tra meno di un anno, quando calerà il sipario sul Recovery Fund in tutta l’Unione? «Produrrà più crescita nel Mezzogiorno rispetto alla media del Paese» risponde Luca Bianchi, Direttore della Svimez che a fine novembre presenterà il Rapporto 2025 dell’Associazione. E aggiunge: «Questo vuol dire che, stando soprattutto alle previsioni della Bce di gennaio scorso, in base alle quali l’impatto complessivo del Pnrr sul Pil dell’Italia a fine corsa, dopo cioè 6 anni, ruoterà intorno al +1,4% in uno scenario medio molto realistico, quello relativo al Mezzogiorno potrà essere dell’1,9%, comunque in un range compreso tra l’1,8% e il 2%».
Cento miliardi per il Sud, previsione di crescita: +1,9 per cento del Pil
Siamo il Paese che ha ricevuto più risorse di tutti in Europa per il Pnrr. Quello che nonostante una maxi-revisione del Piano (a fine 2023) ha rispettato tutte le scadenze di pagamento...







