Il colmo per la Serbia? "Perdere" Novak Djokovic, circostanza che però ora è diventata realtà. Già, la leggenda del tennis non ha certo un carattere malleabile. Dunque, definirlo "traditore" ha delle conseguenze.
I fatti: "Djokovic è un traditore", questo l'attacco a Nole che porta in calce la firma niente meno che del presidente Aleksandr Vučić. Una frase che descrive in estrema sintesi la profonda frattura tra il leader politico e Djoko. Morale della favola? Il tennista avrebbe deciso di aprire un nuovo capitolo della sua vita: addio Serbia, lui e la sua famiglia se ne vanno in Grecia. Un duro colpo, non solo a livello simbolico, per Belgrado, una città che vive nel culto di Djokovic, così come l'intera Serbia.
L'epiteto "traditore" è arrivato in seguito al sostegno espresso dal tennista alle proteste studentesche esplose nel novembre 2024, in seguito a un incidente ferroviario avvenuto Novi Sad, una tragedia costata la vita a 16 persone. I manifestanti chiedevano elezioni anticipate e denunciavano la corruzione del sistema politico. Un gesto che non è piaciuto al presidente Vučić, che lo ha bollato pubblicamente, appunto, come "traditore".
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