La Corte di giustizia dell'Ue ha annullato la decisione della Commissione europea di approvare gli aiuti dell'Ungheria per la centrale nucleare di Paks II, sostenendo che l'esecutivo Ue avrebbe dovuto verificare se l'aggiudicazione diretta dell'appalto per la costruzione di due nuovi reattori a un'impresa russa fosse conforme alle norme europee in materia di appalti pubblici.
Nel 2017 la Commissione aveva dato via libera agli aiuti che Budapest intendeva concedere alla società statale Mvm Paks II per lo sviluppo di due nuovi reattori nucleari presso la centrale nucleare di Paks.
La società avrebbe dovuto diventare, a titolo gratuito, proprietaria e gestore dei due nuovi reattori.
La loro costruzione sarebbe stata finanziata interamente dallo Stato ungherese. La costruzione dei nuovi reattori è stata affidata, mediante aggiudicazione diretta, alla società russa Nizhny Novgorod Engineering, in conformità con un accordo tra Russia e Ungheria sulla cooperazione nell'uso pacifico dell'energia nucleare. In base a tale accordo, la Russia ha inoltre accettato di concedere all'Ungheria un prestito statale per finanziare la maggior parte dello sviluppo dei nuovi reattori. L'Austria ha impugnato la decisione della Commissione, ricorso respinto dal Tribunale Ue nel novembre 2022. Con la sentenza odierna, la Corte ha annullato sia la sentenza del Tribunale e sia la decisione della Commissione, ritenendo che l'esecutivo Ue non poteva limitarsi a verificare la conformità dell'aiuto in questione alle norme dell'Ue in materia di aiuti di Stato, ma avrebbe dovuto anche verificare se l'aggiudicazione diretta dell'appalto per la costruzione dei due nuovi reattori nucleari fosse conforme alle norme dell'Ue in materia di appalti pubblici.






