Lord Peter Mandelson è stato rimosso dalla poltrona chiave di ambasciatore britannica degli Usa in seguito alle ultime rivelazioni sui suoi rapporti passati con il defunto faccendiere-pedofilo americano Jeffrey Epstein.
Il siluramento è stato deciso alla fine dallo stesso Starmer, come si legge in una nota del Foreign Office firmata dalla neoministra degli Esteri, Yvette Cooper, già inviata alla Camera dei Comuni per rispondere ora alle interrogazioni urgenti dei deputati e all'inevitabile raffica di critiche delle opposizioni. La posizione del 71enne Mandelson - scelto l'anno scorso dal premier come ambasciatore di nomina politica a Washington per garantire la tessitura di relazioni solide con Donald Trump nell'ambito della traduzionale 'special relationship' con il grande alleato americano - era stata denunciata dai giornali come ormai insostenibile sulla scia delle nuove accuse e rivelazioni rimbalzate dagli Usa sulle sue strette frequentazioni d'un tempo col defunto faccendiere-pedofilo Jeffrey Epstein.
Maldelson, già chiacchierata eminenza grigia del New Labor di Tony Blair e più volte ministro al centro di scandali, aveva provato a salvarsi rinnovando ieri il mea culpa per i rapporti col finanziere americano morto suicida in carcere, ed esprimendo «enorme rammarico» dopo le scuse fatte in passato. E Starmer aveva ribadito la sua fiducia in lui meno di 24 ore fa in Parlamento, nel Question Time del mercoledì, di fronte alle richieste di dimissioni dell'opposizione Tory, oltre che agli imbarazzi crescenti fra i banchi dalla maggioranza laburista.












