L’evento di settembre di Apple è stato, ancora una volta, una vera e propria lezione di storytelling, capace di intrecciare design elegante, storie legate alle funzioni salvavita di Apple Watch e un uso oculato del termine Apple Intelligence. Nelle settimane precedenti, le anticipazioni ruotavano su temi ormai familiari: se i dazi avrebbero spinto i prezzi verso l’alto, cosa potesse significare la parola “Air” in un contesto iPhone, e se aspettarsi il debutto di una Siri ripensata. Come spesso accade, anche quando i rumor colgono nel segno a grandi linee, sono i dettagli sul palco a rivelare il vero scopo dei prodotti e il loro posto nell’ecosistema più ampio di Apple.

Per me, tre sono stati i fili conduttori dell’evento: la ridefinizione del significato di “Air” con l’iPhone Air, la chiara dimostrazione dell’integrazione verticale come vantaggio competitivo duraturo di Apple e la narrazione continua attorno all’intelligenza artificiale, dai calcoli ai modelli, ora sottolineata con i richiami espliciti ad Apple Intelligence.

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DI BRUNO RUFFILLI, ANDREA NEPORI

09 Settembre 2025