La strategia è chiara: ampliare gli utilizzi dell'IA generativa puntando sugli sviluppatori, con una piattaforma che permetterà di integrare Apple Intelligence nelle varie app

Tim Cook, CEO di Apple, durante la WWDC 2025

Milano – Nessun grande annuncio ma un sostanziale cambio di passo rispetto al passato: l'apertura della Worldwide Developer Conference di Apple, l'appuntamento annuale per gli sviluppatori, è tutta incentrata sull'intelligenza artificiale.

Non arriva il vociferato dispositivo con l'IA per il controllo domestico, concorrente di Alexa e Google Assistant, ma il colosso di Cupertino svela una nuova interfaccia utente per tutti i suoi prodotti, dagli iPhone agli iPad, dai Mac agli Apple Watch. Si tratta della prima rivisitazione dal 2013: “Dopo anni, abbiamo completamente riprogettato l'interfaccia dei dispositivi. Per noi è una rivoluzione”, afferma Craig Federighi, vicepresidente dello sviluppo software dell'azienda.

Si parte dal nome: non più la sequenza numerica dei vari rilasci, al momento ferma a iOS 18 per l'iPhone, ma un'associazione con l'anno successivo al lancio. I vari iOS 26 e iPadOS arriveranno a settembre di quest'anno, con lo sguardo rivolto ai mesi successivi, quando l'adozione sarà globale. Per l'occasione, sul sistema operativo di Apple approderanno nuove funzionalità basate sull'intelligenza artificiale. Tra queste, una sorta di assistente che potrà tenere attiva la telefonata con un customer care quando si attende di parlare con un operatore, simile a quanto già avviene sugli smartphone Pixel di Google (qui la prova del Pixel 9A). Una volta pronto, quest'ultimo potrà chiedere all'IA di avvisare l'interlocutore oppure iniziare una sessione di chat con la piattaforma di messaggistica di Apple, così da far risparmiare tempo. Ancora, e in parte come già fa Google Meet: l'IA generativa consentirà anche di tradurre, in tempo reale, le conversazioni testuali ma anche quella vocali e persino le videochiamate.