L’allenatore bianconero doveva essere solo un traghettatore, il nerazzurro l’alternativa a Fabregas
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Gli scudetti da giocatori di Juventus e Inter. E, adesso, la panchina: Igor Tudor su quella bianconera, Christian Chivu su quella nerazzurra. Sfidanti, sabato allo Stadium: per guardarsi dritti negli occhi e cominciare a capire se le rispettive creature sono già a buon punto del proprio potenziale. Magari la sfida delle sfide arriva un po' troppo presto, ma al calendario non si comanda e allora tanto vale godersi lo spettacolo: partendo dal presupposto che la stagione è appena agli albori e che la strada da percorrere sarà ancora lunghissima.La base di partenza è però la stessa per Juve e Inter. Le quali hanno scelto di affidarsi a due tecnici che conoscono la piazza per averla vissuta quando correvano dietro a un pallone e vincevano trofei in serie: Chivu in nerazzurro ha collezionato tre scudetti, due Coppe Italia e due Supercoppe, ma soprattutto è stato tra i protagonisti del triplete nel 2010. Appesi gli scarpini al chiodo, è stato poi l'architetto della Primavera nerazzurra con cui ha vinto il tricolore nel 2022 prima di accettare l'offerta del Parma, da lui condotto alla salvezza lo scorso anno con un bilancio di 16 punti in 13 partite facendo bella figura anche contro le big del campionato: il ritorno alla base (accordo fino al 2027), dopo il traumatico addio di Inzaghi, è così suonato come un qualcosa di logico e quasi inevitabile anche se la prima scelta era Fabregas.










