Nuova roadmap per il mercato unico. Via al nucleare per la transizione green

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"Qualunque cosa accada, il futuro è elettrico e l'Europa ne farà parte. Il futuro delle auto - e le auto del futuro - deve essere prodotto in Europa facendo affidamento su catene di approvvigionamento europee, perché non possiamo lasciare il mercato in mano alla Cina e agli altri concorrenti". Nel suo discorso di ieri la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha toccato numerosi temi economici e ha spinto l'acceleratore della transizione all'elettrico. Senza, però, sbilanciarsi sulla data fatidica del 2035, quando secondo il regolamento in vigore non potranno essere più immesse nel mercato auto nuove a benzina e diesel. "Abbiamo concesso al settore maggiore flessibilità per raggiungere gli obiettivi del 2025 e questo sta funzionando. Poi nel rispetto della neutralità tecnologica, stiamo preparando la revisione del 2035", ha detto riferendosi alla verifica del regolamento che fissa appunto lo stop ai motori a benzina e diesel. Poi la proposta all'industria per una iniziativa non meglio precisata per produrre auto piccole europee a prezzi accessibili. Forse se ne saprà qualcosa di più dopo l'incontro di domani a Bruxelles tra la stessa von der Leyen e i massimi responsabili delle case produttrici che hanno già giudicato lo stop dal 2035 irrealizzabile.La presidente della Commissione ieri ha anche confermato l'agenda interna per rimuovere le barriere del mercato unico che possono infondere all'economia continentale un nuovo passo: considerando che quello attuale è lento. Nonostante vengano celebrati i rapporti elaborati da Enrico Letta e Mario Draghi, si scopre che dopo un anno le indicazioni del rapporto dell'ex premier italiano e banchiere centrale europeo sono state applicate nella misura di poco superiore al 10 per cento.Von der Leyen ieri ha comunque assicurato che verranno aggiunte ulteriori risorse nel futuro fondo per la competitività e in Horizon Europe, che "le imprese europee otterranno una riduzione dei costi di otto miliardi l'anno", che "l'euro digitale agevolerà tutti" e che "la Ue è pronta a collaborare con gli investitori privati per un fondo Scaleup Europe nei settori tecnologici critici".Quanto al problema dell'energia, ha spiegato, "siamo riusciti a stabilizzare i prezzi e a garantirci un approvvigionamento sicuro. Ci stiamo avvicinando all'indipendenza, ma le bollette sono ancora care e i costi per l'industria restano alti. La causa è stata la dipendenza dai combustibili fossili russi, di cui dobbiamo liberarci. L'energia pulita può far scendere i prezzi quindi dobbiamo produrne di più affidandoci al nucleare per il carico di base. Ma dobbiamo anche investire nella modernizzazione delle infrastrutture".