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Chiara Sandrucci

Adam, 8 anni, e Sara, 6 anni, hanno iniziato una nuova vita in una scuola di Torino grazie a un programma umanitario. Ospitati dalla Croce Rossa, i due bambini accolti con calore da docenti e compagni

A maggio un missile ha colpito la sua casa a Gaza, in piena notte. Ha perso una gamba e per poco la vista dall’occhio destro, ha perso sua mamma, sua sorella e sua nonna. Ieri è stato accolto da un applauso di saluto all’ingresso dell’Ic Baricco di Torino, in corso Peschiera. Per Adam (nome di fantasia), 8 anni, è stato il primo giorno di scuola in terza elementare, mentre Sara (nome di fantasia), 6 anni, ha iniziato la prima. Uno dei suoi fratelli più piccoli ha una grave cardiopatia, lei è partita con lui. I due bambini palestinesi iscritti alla Baricco sono arrivati in Italia lo scorso giugno, insieme alle rispettive famiglie con il programma di cooperazione internazionale Food for Gaza, a cui partecipano la Regione Piemonte e l’ospedale pediatrico Regina Margherita in collaborazione con il ministero degli Esteri. A Torino sono ospitati dalla Croce Rossa.

«Le sue condizioni sono state così critiche che, attimi dopo il primo soccorso, era stato dichiarato clinicamente morto», riferisce il papà Yousef che ieri ha accompagnato a scuola il figlio. In carrozzina, con i segni delle schegge sulle braccia. Le maestre hanno preparato per lui il materiale scolastico e recuperato due grembiulini, il bambino non ha una «scolarizzazione minima» e non parla italiano. Non sa leggere e scrivere nemmeno in arabo, a Gaza le scuole non esistono più.