di
Marco Santoro
Trovate anche delle iscrizioni sulle pareti. Il direttore Zuchtriegel: «Qualcuno che aspettava qui, con un oggetto appuntito o con un pezzo di carbone scriveva sul muro»
Gli ultimi scavi nell'area inesplorata di villa dei Misteri a Pompei hanno portato alla luce una «panchina d'attesa». Posizionata davanti all'ingresso della domus, di fronte alla strada. Era destinata, secondo gli archeologi, a chi doveva incontrare il padrone di casa. E spesso doveva attendere diverse ore prima di poter entrare nella maestosa abitazione pompeiana che ancora oggi conserva i meravigliosi affreschi a tema dionisiaco.
Ad accomodarsi su quella panchina, clienti venuti per chiedere un favore al padrone di casa, oltre a braccianti e mendicanti che viaggiavano lungo la strada che connetteva Pompei con l'attuale Boscoreale. I padroni romani erano soliti ricevere durante la mattinata, nell’ambito della cosiddetta «salutatio». In queste ore venivano ricevuti i «clientes», persone di un livello sociale più basso che si erano in qualche modo legati a un personaggio eminente della società locale. In cambio di favori, aiuto in questioni giudiziarie e piccoli o grandi prestiti, gli assicuravano sostegno politico nelle tornate elettorali dell’amministrazione cittadina.






