Si fa sempre più difficile il percorso di conquista del mercato delle auto cinesi: ora il governo messicano ha proposto di aumentare i dazi doganali sulle automobili cinesi al 50%, rispetto all'attuale fascia compresa tra il 15% e il 20%, sotto la pressione degli Stati Uniti, secondo un disegno di legge presentato mercoledì. Si punta a proteggere l’industria nazionale Questa misura, presentata dal Ministero dell'Economia, fa parte di un disegno di legge depositato in Parlamento che mira ad aumentare i dazi doganali in vari settori per i paesi con cui il Messico non ha accordi commerciali, al fine di proteggere l'industria nazionale. Se il disegno di legge sarà approvato, le autovetture provenienti dalla Cina saranno soggette a dazi doganali del 50% e i ricambi auto a tasse comprese tra il 10% e il 50%, contro lo 0-35% attuale. Non solo auto Un altro settore interessato sarebbe quello tessile, al quale verrebbero applicate tasse dal 10% al 50%, contro un massimo del 35% attualmente, con ripercussioni sulle grandi aziende cinesi di vendita online. Queste modifiche dei dazi doganali mirano a "proteggere l'industria nazionale in settori strategici, sostituire le importazioni dall'Asia con la produzione nazionale" e "migliorare la bilancia commerciale del Messico", precisa il progetto. Si salveranno oltre 300 mila posti di lavoro Il testo sostiene che in questo modo saranno protetti 325.000 posti di lavoro a rischio in settori strategici. Prevede inoltre la creazione di migliaia di altri posti di lavoro grazie all'aumento della produzione nazionale. Oltre alla Cina, anche altri paesi sarebbero interessati dall'aumento delle barriere doganali messicane in vari settori: Corea del Sud, India, Indonesia, Russia, Thailandia e Turchia.