Charlie Kirk era all’ultimo anno di high school quando aveva lanciato la sua prima iniziativa politica conservatrice e aveva nel 2011 tenuto un discorso al raduno del Tea Party dell’Illinois, precursore di quello sarebbe in fondo esploso anni più tardi nel mondo Maga. Ieri nello Utah la sua ultima risposta a un attivista - quando la vita si prende beffe dei suoi protagonisti – è stata sui mass shooting in America. Poi è partito uno sparo che l’ha tolto dal pianeta Terra. Aveva 31 anni, era nato in Illinois, era sposato con Erika, aveva due bambini piccoli. Aveva trasferito la famiglia dall’Arizona a Palm Beach per stare vicino a quartier generale di Trump nelle elezioni e nei due mesi della transizione aveva portato tutti a Washington. Charlie Kirk è l’uomo che ha portato Trump alla Casa Bianca. Certo non è Susie Wiles o Chris La Civita, i manager della campagna, o lo straordinario Tony Fabrizio, il sondaggista, ma se c’era qualcuno che aveva il polso del mondo Maga, della generazione under 30 e degli ancora più giovani quello era Kirk. In fondo il movimento che poi sarebbe stato Turning Point Usa l’aveva pensato a 18 anni, e quasi 14 anni dopo quel grassroot movement un movimento dal basso, era diventato una macchina di eventi, podcast, incontri, comizi. E di soldi.
Chi era Charlie Kirk, la star dei conservatori americani che ha avvicinato i giovani a Trump
Le prime iniziative quando era ancora diciottenne, poi il boom di incontri, podcast e comizi. L’ultimo nello Utah gli è stato fatale










