Il primo senza la presenza di Giorgio Armani in parterre e forse l'ultimo con il pluridecorato Ettore Messina in panchina: il novantesimo anno di vita non si prospetta come ordinario per la gloriosa Olimpia Milano, 31 scudetti, 8 Coppe Italia, 5 Supercoppe, 3 trionfi in quella che si chiamava Coppa dei Campioni (ora Eurolega), 3 Coppe Korac, 2 Coppe delle Coppe e 1 Intercontinentale. «Volevo dedicare un pensiero al signor Armani: tutti sapete cosa ha significato per questo club, per la pallacanestro italiana ed europea. Il nostro impegno sarà volto a fare il meglio possibile sul campo per ricordarlo nel modo migliore», la premessa doverosa formulata dall'allenatore e presidente delle operazioni cestistiche. Da Brescia a “senior assistant”Secondo i piani, tracciati alla fine del passato campionato (ultimo boccone amaro di un'annata che di dolce aveva riservato solo la Supercoppa) con l'ingaggio da «senior assistant» di Peppe Poeta, fresco di finale al primo anno da capo allenatore a Brescia, la stagione dietro l'angolo potrebbe avere tutti i crismi dell'ultimo ballo in panchina per Ettore Messina, vincitore dal 1990 tra gli altri di 7 scudetti (3 con la Virtus Bologna, 1 con Treviso, 3 con l'Olimpia Milano), 9 Coppe Italia, 4 Euroleghe (2 a Bologna, 2 con il Cska Mosca), 6 campionati russi, 1 Coppa delle Coppe e di un argento europeo con la Nazionale italiana (1997): «In questo momento, che futuro avrò, quale, dove, non è importante nel senso che non vorrei mai diventasse una distrazione per la squadra e quindi è un argomento del quale torneremo a parlare a fine stagione. Quello che voi vedete è quello che sarà, senza andare a fare tante altre aggiunte. Io e la proprietà abbiamo rivoluto qui Peppe Poeta perché abbiamo un progetto per il futuro attorno a lui ed è una persona che sia qui che a Brescia ha mostrato qualità tecniche e umane adatte per questa società. Non va mai oltre le righe e si fa notare sempre e solo per quello che produce in campo, sul lavoro. Lo ritengo fondamentale per gestire gruppi che lavorano sotto pressione. Come tutti i club importanti, cerchiamo di progettare l’avvenire in anticipo, insieme alla proprietà. Come gruppo non eravamo dei geni dopo aver vinto tre scudetti di fila, non era tutto da buttare dopo una stagione in cui siamo arrivati corti sugli obiettivi che ci eravamo prefissati». Pubblico da riconquistareLa Milano che riparte, anche con l'arrivo in società del ds Daniele Baiesi (in aggiunta al gm Christos Stavropoulos) e tanti nuovi innesti nello staff tecnico, sa perfettamente di «avere bisogno di riconquistare la fiducia» del pubblico. «Questa è la stagione più dura per qualsiasi squadra di EuroLeague – pronostica Messina - perché sarà piena di doppi turni. I club che avranno più coesione avranno più chance di essere dove vogliono essere. Tutti dicono che le due greche e i club turchi e il Real Madrid sono già dentro ai playoff. Quindi resta un posto anche teoricamente senza parlare di Barcellona o Monaco. Questa è la realtà di EuroLeague: tutte le squadre si sono rinforzate, si tratta di una stagione di transizione in attesa delle 24 squadre in due gironi. Ma il format è difficile da accettare». Tanti impegni, turnover decisivoA proposito della nuova Olimpia, Messina si dice abbastanza fiducioso di aver costruito un gruppo con «tanta voglia di passarsi la palla, difendere e una certa durezza mentale. Sotto canestro, sperando che non sia sfortunato come nella passata stagione con gli infortuni, Josh Nebo rappresenta per noi un valore aggiunto. Avere alle sue spalle dei giocatori come Booker e Dunston ci fa pensare di avere le spalle coperte nel reparto lunghi. Come play, siamo contentissimi di avere Lorenzo Brown, uno che da avversario ci ha sempre fatto soffrire, e Quinn Ellis, uno con un grandissimo futuro davanti: l'abbondanza nel ruolo, avendo anche Mannion e Flaccadori, ci permetterà di gestire le rotazioni. Il turnover? Indispensabile. Nella scorsa stagione, ad esempio, LeDay ha avuto un calo fisico a febbraio, dopo tanti mesi ottimi: vorremmo proteggere lui, Guduric, tornato con la tendinite dagli Europei, e Nebo. Tonut è sulla via della guarigione, Totè sta recuperando dall'infortunio della scorsa stagione e Cancar può tornare il giocatore, molto forte, che era prima dei problemi fisici. Armoni Brooks, invece, spero che riparta da dove aveva finito l'anno passato».