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Ultimo aggiornamento: 10:23
Le clamorose sconfitte contro Trapani e Trieste in campionato. Nel mezzo, pure il fragoroso ko al Forum contro l’Hapoel, in Eurolega. Al termine di una settimana orribile è arrivata la rivoluzione in casa Olimpia Milano: coach Ettore Messina lunedì sera ha rassegnato le dimissioni, affidando la panchina al vice allenatore, Peppe Poeta. Poche ore dopo, Messina ha voluto spiegare in una lunga lettera le ragioni della sua scelta inusuale: lasciare la guida della squadra ma non il club, visto che resterà all’Olimpia come consulente del presidente Leo Dell’Orco. Il passaggio fondamentale del testo pubblicato dal coach è il seguito: “Ho capito di essere diventato – non da oggi – un fattore di divisione e, di conseguenza, di distrazione”.
Messina era divisivo, lo scrive lui stesso. E sembrava non avere più in mano la squadra, almeno stando ai risultati: Milano è attualmente ottava in Serie A con 5 vittorie e 4 sconfitte, mentre in Eurolega è undicesima con 6 successi e altrettante partite perse. Già da questa estate in molti nell’ambiente invocavano l’immediato passaggio di testimone con Poeta, che tanto bene ha fatto a Brescia. La transizione si sarebbe dovuta concludere al termine della stagione, invece Messina alla fine si è dovuto arrendere e ha accelerato i tempi: “Anche impegnandomi a svolgere il mio lavoro nel miglior modo possibile, ogni circostanza si trasformava in un’occasione per aprire un referendum pro o contro la mia persona”, scrive nella lettera. Aggiungendo: “Per questo motivo (e soltanto per questo) ho deciso di eliminare una situazione che era diventata per me fonte di grande tensione e per la squadra e la società causa di danno“. In un altro passaggio si legge: “Quest’anno, in particolare, ho fatto molta fatica ad accettare il clima, tanto che a volte esitavo persino a salire gli ultimi gradini verso il campo”







