Tra i maggiori ammiratori, ma anche analizzatori e, se serve, critici di Jannik Sinner c’è lui, Adriano Panatta, showman della Domenica Sportiva dopo aver brillato per anni sui campi da tennis, portando a casa quella storica Coppa Davis del 1976.
Dopo la sconfitta in finale agli US Open contro Carlos Alcaraz, che gli è costata anche il primo posto nel ranking, per Sinner si apre una nuova era di cambiamento, in cui dovrà dimostrare l’ennesimo salto di qualità per continuare a competere con il martello di Murcia. Di questo si discute anche a È Sempre Cartabianca, il programma di approfondimento di Rete4 condotto da Bianca Berlinguer e in cui è stato ospite proprio Panatta nell’ultima puntata.
JANNIK SINNER, LA DOMANDA CHE LO FA CROLLARE: "NON È NORMALE"
Più che una intervista, una seduta psicanalitica. O un fuoco di fila, senza pietà. Jannik Sinner ha appena...
Il vincitore del Roland Garros ’76 commenta così il momento di Sinner: "Ha fatto un'analisi di sé stesso, come potrebbe fare un uomo di 50 anni, con grande esperienza. Ha detto praticamente quello che lui deve fare nel futuro, ma ha detto una parola importantissima, ha detto 'io devo imparare'. Lui era il numero uno al mondo fino a ieri e uno che è al vertice di una qualsiasi attività che dice di dover imparare, secondo me, è un grande insegnamento".






