Sul caso Almasri il ministro Nordio torna l'attacco. Per il Guardasigilli era una "questione esclusivamente politica", da trattare in Parlamento, ma che è stata "volutamente" messa "nelle mani della magistratura". Il ministro non fa nomi ("non dico chi, come e quando") ma dalle sue parole emerge la sua convinzione che nella vicenda del generale libico, accusato dal Cpi di crimini contro l'umanità, c'è stata una volontà a "giurisdizionalizzarla". Affermazioni che riportano al clima di alcuni mesi fa, la violenta polemica nata tra Governo e Procura di Roma dopo la decisione del procuratore Francesco Lo Voi di iscrivere premier e ministri - alla luce di un esposto arrivato a pizzale Clodio - e di inviare gli atti al tribunale dei Ministri.

Per il ministro della Giustizia l'avvio delle indagini "ha portato ad una sorta di silenzio obbligato da parte" del Governo e anche "a una sorta di rispetto verso la stessa magistratura per cui non si possono fare delle critiche che invece si sarebbero potute fare benissimo in Parlamento nei confronti di chi ti accusa delle peggiori nefandezze".Parole che arrivano a 24 ore di distanza dalla seduta della Giunta per le autorizzazioni della Camera che deve vagliare la richiesta avanzata dai giudici oltre che per Nordio, accusato di omissioni di atti di ufficio e favoreggiamento, anche per il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi e per il sottosegretario Alfredo Mantovano a cui vengono contestati, a seconda delle posizioni, il favoreggiamento e il peculato.Una riunione durante la quale è approdato il caso della Capo di gabinetto di via Arenula, Giusi Bartolozzi, finita nel registro degli indagati per l'accusa di false comunicazioni al pm. La maggioranza fa quadrato e si dice pronta ad arrivare fino alla Consulta per tentare di estendere l'immunità anche al braccio destro di Nordio.