Un presidio permanente con tanto di tende e sacco a pelo per dire che no, non basta il sostegno alla Flotilla, bensì serve una "rottura totale" con Israele. È l'iniziativa lanciata a Bologna dal collettivo universitario Cambiare rotta, in seguito al secondo attacco a una delle navi della Global Sumud Flotilla denunciato dagli attivisti sulla costa della Tunisia.
Davanti al rettorato, gli studenti rilanciano l'appello dei portuali di Genova e di Usb, e raccolgono adesioni per formare un "equipaggio di terra" a sostegno di chi si trova a bordo: "se toccano la Flotilla siamo pronti a bloccare tutto il Paese, quindi a partire proprio dalle nostre università", spiega Leili Hizam di Cambiare Rotta Bologna.
Eppure, nei giorni scorsi, l'università di Bologna ha espresso "sostegno" alla missione carica di aiuti diretta a Gaza. "Siamo contentissimi del fatto che in seguito alle nostre mobilitazioni del 4 settembre, alcune università come quella di Bologna abbiano espresso solidarietà alla Flotilla- premette l'attivista- questo però ovviamente non è abbastanza, perché noi sappiamo benissimo che se Israele continua impunita ad attaccare la Flotilla, così come continua impunita nel genocidio del popolo palestinese, è perché continuano le complicità che partono dalle nostre istituzioni accademiche, fino al nostro governo, con lo stato sionista".












