Una circolare che obbliga anche gli studenti maggiorenni a presentare la firma dei genitori per le giustificazioni in caso di assenze, ritardi o uscite anticipate da scuola ha scatenato una vivace polemica in Abruzzo: in realtà l'obiettivo di chi ha emanato la circolare lo scorso 3 settembre - la dirigente dell'Itcg 'Marconi di Penne, Angela Pizzi - mira a tutelare le famiglie, senza alcun intento coercitivo.Per chiarire tutto e dipanare le perplessità scaturite dal provvedimento, contro il quale in realtà c'è una mail di contestazione di un singolo genitore, la preside ha indetto domani pomeriggio un'assemblea straordinaria invitando genitori, studenti e studentesse maggiorenni o che compiranno 18 anni entro giugno 2026, oltre agli organi di stampa e "tutti coloro che vogliano partecipare".
L'istituto tecnico commerciale e per geometri 'Marconi' di Penne, collocato da dicembre 2018 in un Modulo Uso Scolastico Temporaneo (Must) dopo la chiusura della vecchia sede a causa del crollo del tetto, conta 370 studenti e 21 classi.Il clamore dato alla vicenda, secondo quanto spiega la stessa preside, è sicuramente "fuori luogo", anche perché la circolare esiste da diversi anni e nessuno ha mai obiettato sulla sua applicazione. "Per me - ha spiegato - gli studenti sono tutti figli. Non c'è abuso di potere, non c'è volontà di coercizione nei confronti dei giovani, non c'è nulla: c'è semplicemente una maggiore collaborazione tra la scuola e la famiglia, perché mi metto nei panni dei genitori che stanno al lavoro e che sanno che il proprio figlio è a scuola dalle 8 alle 13:50 e stanno tranquilli, poi invece succede che i figli stanno in giro e non c'è possibilità di controllo".








