Era cominciata in sordina la temuta giornata "Bloquons tous", una protesta nata sui social contro la politica, l'economia, il carovita e, più in generale, contro il presidente Emmanuel Macron. A metà giornata erano appena 29.000 in tutta la Francia i manifestanti, gli annunciati blocchi stradali, davanti alle fabbriche o agli uffici, erano stati evitati da un controllo capillare della polizia. Soprattutto, ci sono stati pochi disagi, con i trasporti quasi regolari, gli uffici aperti e il 4% di assenze nel settore pubblico.
Video Bloquons Tout, 105 gli arresti, tensioni in diverse citta'
Deludente, per gli organizzatori, l'adesione all'invito di "boicottare" acquisti, ritiri di denaro ai bancomat, operazioni bancarie. Ma la partecipazione alla protesta è andata crescendo con il passare delle ore, superando la stima di 100.000 manifestanti previsti dal ministero dell'Interno, fino a toccare quota 175.000 a fine giornata. Un esordio incoraggiante per un movimento nato esclusivamente sul web, senza fondi, senza canali tradizionali e che soltanto nelle ultime settimane ha visto accodarsi La France Insoumise e parte della sinistra.
La giornata è stata anche un "battesimo del fuoco" per Sébastien Lecornu, il primo ministro nominato martedì sera che ha davanti a sé una strada in salita. Dopo il passaggio di consegne con il predecessore François Bayrou in mattinata, Lecornu - che nel governo caduto era ministro della Difesa - si è recato nel centro di crisi del ministero dell'Interno per seguire in diretta le proteste di piazza.










