L’unveling è stato informale ed è arrivato a sorpresa prima della cena che Giovanna Vitelli, presidente di Azimut/Benetti, ha voluto tenere nella residenza di famiglia ad Antibes, a margine del Cannes Yachting Festival, alla presenza del Ceo del gruppo Marco Valle, del general manager di Benetti Massimiliano Casoni, di amici e di pochi media.

Su uno schermo si sono materializzate le linee di B Enos, la nuova sfida di Benetti, e il segreto meglio custodito fino ad allora dal gruppo di Livorno, che punta a ridefinire l’andare per mare con una barca che si inserisce nel confine tra la barca a motore e quella a vela. Una barca che, nella visione del cantiere di Livorno, dovrebbe continuare a segnare l’evoluzione della nautica come hanno fatto il B.Yond e più ancora l’Oasis 40, forse la concezione d’imbarcazione più copiata nei tempi recenti.

Una barca minimal

Il B.Enos è una imbarcazione di 40 metri, dalle linee filanti e pulite, bassa sull’acqua con le sue sovrastrutture, proposta con un’unica propulsione ibrida e che si riconosce nel silenzio dell’andare a vela. Un modello che risente della matita di Malcom McKeon, un designer scozzese di nascita ma inglese di crescita (in verità ha vissuto a seguito del padre in diverse aree del mondo, dall’Africa a Hong Kong alle Fiji), che con il suo studio di dieci persone (MMYD) ha già disegnato diverse imbarcazioni a vela di successo, come il Sarissa, ma anche superyacht per grandi marchi.