SACILE (PORDENONE) - Una bravata, una prova generale sulla via delle delinquenza o un tentativo di razzia vero e proprio ma da ladri abbastanza inesperti? Difficile dare una spiegazione all'originale furto subito da uno dei locali pubblici più noti di Sacile: Saccaro. L'altra notte intorno alle 3.30, due persone hanno sfondato una delle vetrine del locale che si affaccia sulla statale 13 e, una volta dentro, si sono impossessati di un ben misero e alquanto particolare bottino. Due confezioni di biscotti. Un valore commerciale minimo, una ventina di euro in tutto. Dopo la curiosa razzia si sono dati alla fuga, probabilmente impauriti dall'entrata in funzione dell'allarme.

Non hanno nemmeno tentato di attaccare la cassa che, rispetto al punto di entrata, si trova dalla parte opposta e che comunque poteva riservare qualcosa in più attraverso il classico fondo cassa che molti commercianti lasciano quotidianamente nel locale. Come racconta Sara che ieri mattina lavorava alla cassa, intorno alle 10.30 il vetraio aveva già provveduto a sostituire il vetro che era stato mandato in frantumi «utilizzando il pesante coperchio di un tombino. L'avevano preso qui vicino, all'inizio di via Padova» in pratica la laterale a fianco del parcheggio di quello che è bar, pasticceria e panificio tutti insieme, in una formula che comprende anche piatti a mezzogiorno e che piace molto ai sacilesi che lo frequentano ormai da parecchi anni. Locale che aveva riaperto solo la scorsa settimana dopo la pausa agostana. Quale sia l'esatta natura del raid ladresco è difficile a dirsi. Ancora Sara: «Sono stati ripresi dalle telecamere, ma avevano il volto travisato e dunque non si vede la loro faccia. L'impressione è che siano ragazzi. Dalle immagini si notano dei soggetti mingherlini, non si comprende altro». Ad entrare nel locale sono stati in due, non è chiaro se avessero un terzo complice all'esterno a fungere da palo. Hanno scelto la vetrina più stretta, in pratica larga come una porta e ne hanno avuto ragione in forza del coperchio in ghisa. Una tecnica certo non nuova ma di sicuro effetto. L'allarme ha messo in moto anche le telecamere che si sono collegate allo smartphone di uno dei titolari, ma l'occhio elettronico a quel punto aveva già perso di vista i furfanti e dunque non ha mostrato nulla di anomalo all'interno del bar - panificio. «Era già successo la settimana scorsa, l'impianto era scattato a vuoto e quindi ha pensato che anche stavolta si trattasse di un falso allarme e ha spento la sirena». Anche una vicina ieri mattina ha poi ammesso di aver udito qualcosa nel cuore della notte, ma di non averci fatto troppo caso, anche se, affacciandosi alla finestra, aveva notato due individui allontanarsi di corsa. In altre parole, la scoperta vera e propria del furto è avvenuta solo alcune ore dopo, intorno alle 6, orario di arrivo delle dipendenti. Per fortuna la vetrina è seminascosta, nessuno ha notato il danno e i ladri, pensando di essere stati scoperti, si sono ben guardati dal tornare sul luogo del misfatto. Insomma, tutto sommato è andata bene e l'allarme ha funzionato.