In attesa di sapere data e candidati delle prossime Elezioni regionali, il consenso verso la Giunta guidata da Luca Zaia si conferma altissimo: secondo i dati elaborati da Demos, infatti, i giudizi positivi raggiungono oggi il 79%. Se guardiamo alla serie storica dell’Osservatorio sul Nord Est, però, possiamo vedere come, in questi 15 anni, sia cambiato (e costantemente cresciuto) l’apprezzamento verso l’Esecutivo regionale. Nel corso del primo mandato (2010-2015), dopo un iniziale 79%, il gradimento verso la Giunta registra poche variazioni, tutte comprese tra il 70 e il 75%, in un clima che porta senza scossoni alla riconferma del 2015. Anche il secondo mandato inizialmente scorre tranquillo (pur con un incremento medio di giudizi positivi: 75-78%), almeno: fino al 2020. L’arrivo della pandemia, infatti, spinge i consensi fino al valore record del 92%, prefigurando la terza riconferma di Zaia a governatore. Il fattore-Covid, però, dura pressappoco quanto la pandemia stessa: tra fine 2020 (89%) e 2021 (86%), i giudizi tendono a tornare verso valori più simili al mandato precedente: 75% nel 2022 e 78% nel 2023, 76% l’anno scorso, fino all’attuale 79%.
Il consenso di cui ha goduto e gode la Giunta regionale, però, si fonda largamente sulla persona che la guida: Luca Zaia. Guardando alla serie storica, infatti, possiamo vedere il rapporto esistente tra il governatore e i veneti. Nel 2008, mentre era un ministro del governo Berlusconi IV, godeva della stima del 42% dei veneti; l’anno successivo aveva già superato la maggioranza assoluta (54%). All’indomani dell’elezione a presidente, e per effetto anche della nuova carica, il valore schizza al 70%, quota che nel corso dei 5 anni si assesta intorno al 60%. Anche l’inizio del secondo mandato inizia con il picco tipico degli esordi (71%), ma, esaurito lo slancio post-elettorale, tra il 2016 e il 2017 la fiducia si assesta intorno al 63-64%, arriva al 67% nel 2018 e il 73% nel 2019. Nel 2020, con la gestione dell’emergenza sanitaria, si accentua ulteriormente il ruolo del presidente, spingendo il consenso all’81%. La rielezione-plebiscito di settembre 2020 apre un nuovo quinquennio, in cui la fiducia non scende mai sotto il 70%. In più, la fiducia verso Zaia, oggi intorno al 72%, sembra scorrere trasversale e indifferente a divisioni di partito o schieramento: il valore infatti raggiunge quota 71% tra gli elettori del Pd e 51% tra quelli del M5s; 87% tra chi guarda a Forza Italia e 84% tra i sostenitori di FdI; 90% tra i leghisti e 59% tra chi guada a un partito minore, fino al 61% concesso da chi si dichiara incerto o reticente.






