Questa volta non è stata una sorpresa. O meglio lo è stata solo parzialmente. Una settimana fa i vertici israeliani avevano minacciato di eseguire omicidi contro i capi all’estero. Figure che di solito vivono e si muovono tra Egitto, Qatar, Turchia: Paesi che per Netanyahu non sono più santuari nonostante il lavoro di mediazione. E forse non lo sono mai stati agli occhi dello Stato ebraico che però aveva evitato di sferrare il colpo dopo richieste precise da parte di Doha. Ma tutto è cambiato con la volontà di Bibi di cancellare fisicamente il nemico. A Gaza dando la caccia all’ultimo leader Izzedine al Haddad e costringendo la popolazione alla fuga. All’esterno di questi confini, come successo a Doha, inseguendo personaggi che hanno partecipato alla trattativa, un’operazione che ha violato regole internazionali, ristretto gli spazi diplomatici e probabilmente non ha raggiunto l’obiettivo prefissato. Ecco chi erano gli obiettivi.
Chi sono i 5 uomini di Hamas nel mirino di Israele a Doha. Dall'americano al sopravvissuto, gli obiettivi del raid in Qatar
Tra i negoziatori Marzouk e Jabarin, Al Hayya, il cui figlio sarebbe stato ucciso, Meshal e lo stratega della seconda intifada Badran










