SACILE (PORDENONE) - La comunità di Sacile è scossa da una notizia che si è diffusa nella tarda serata di ieri. Stefano Dall'Agata, enologo 45enne residente nella cittadina del Livenza, è morto nella mattinata di mercoledì 3 settembre. Aveva appena compiuto gli anni ed era conosciuto nella cittadina del Livenza per la sua attività lavorativa a stretto contatto con il territorio e con una delle eccellenze dello stesso: il vino.

Le cause del decesso, secondo quanto appreso, sarebbero ancora al centro di approfondimenti medici specifici. Stefano Dall'Agata era giovane e non si è trattato di un incidente.

A ricordarlo sui social network è stato il cugino: «L'angoscia non è il termine esatto per descrivere il mio stato d'animo. C'è rabbia. Rabbia non ancora indirizzata per un evento inaccettabile. Stefano ti voglio bene», è stato il messaggio lasciato su internet da una delle persone più vicine al 45 enne che ora non c'è più.

«Ora che sono rimasta solo io, proteggetemi da lassù», è quanto invece riportato da Katia sul suo profilo di Facebook.

Stefano Dall'Agata si era laureato all'Università di Padova. Il corso di laurea che aveva scelto descriveva già allora la sua passione, quella per l'enologia e per i "segreti" del buon vino. Aveva frequentato l'ateneo patavino fino al 2008, quando aveva conseguito il titolo. Successivamente il 45enne sacilese aveva lavorato come enologo alla Bisol Spumanti di Santo Stefano, in provincia di Treviso. La terra del Prosecco Doc. In seguito un'esperienza nell'azienda agricola Ca de Mocenigo, nel comune di Caneva. E ora c'era - a Sacile - una ditta che portava proprio il suo nome. Dal 2019 esisteva la Dall'Agata Stefano. Sempre un'azienda agricola ma con sede a Sacile.