GAIARINE (TREVISO) - Troppi punti oscuri sulla morte di Stefano Dall'Agata, enologo 45enne residente a Sacile, trovato senza vita nella sua casa di via Carducci nella mattinata di mercoledì 3 settembre. La Procura di Pordenone dispone l'autopsia e si concentra in particolare su un amico dell'uomo, con cui avrebbe trascorso le ore precedenti al decesso. Si tratta di un 46enne di Gaiarine.
Il sostituto procuratore Monica Carraturo darà incarico a un consulente per effettuare tutti gli accertamenti per comprendere la causa del decesso del 45enne. Domani il medico legale Lucio Bomben all'ospedale di Pordenone procederà all'autopsia e i famigliari, parte offesa, potranno nominare il loro consulente di parte.
Nel mirino delle indagini fin dall'inizio in particolare un 46enne di Gaiarine, che aveva trascorso le ore precedenti con l'uomo. È indagato: tra le ipotesi la morte come conseguenza di altro reato. In particolare, nel mirino degli inquirenti, ci sono le sostanze che potrebbe aver ceduto quell'amico e di cui ha parlato una persona informata sui fatti. Ma tutto è ancora al vaglio. I carabinieri nelle ore successive al decesso avevano fatto tutti gli accertamenti ed erano arrivati anche al trevigiano. Al momento però non vi sarebbe nulla che possa far pensare che quella cessione sia effettivamente avvenuta e nemmeno che la morte sia poi avvenuta per l'uso di droga. Proprio questo dovrà chiarire il medico legale: è stata un'overdose? O un malore improvviso e naturale?







