Produzione e ricavi, così come ordini e lavoro. La manifattura lombarda trasmette timidi segnali di crescita e nel secondo trimestre dell’anno presenta valori positivi per le principali variabili. L’analisi di Unioncamere Lombardia sul periodo aprile-giugno evidenzia un recupero sia in termini di breve periodo che su base annua, con una produzione che cresce di quattro decimali rispetto al primo trimestre, dello 0,6% nel confronto con il 2024.

In termini congiunturali si arriva così al terzo trimestre consecutivo in crescita mentre su base annua si inverte la rotta rispetto al calo del periodo precedente. Il tasso di utilizzo degli impianti si attesta al 73,8%, un valore in linea con i trimestri precedenti. Il freno, ancora una volta è portato dall’industria tessile, che presenta valori inferiori al 70%, una debolezza che si riverbera anche nell’attività produttiva, che resta in discesa.

Sul fronte ordini si registrano variazioni di segno positivo. La domanda estera registra infatti una crescita dello 0,5% sul trimestre precedente, e del 2,2% su base annua. Anche gli ordini interni risultano in crescita sia a livello congiunturale che tendenziale (+0,5 e +1,1% rispettivamente).

Confortante anche il dato sull’ occupazione, che cresce, anche se in misura più attenuata rispetto al trimestre precedente. Il saldo tra ingressi e uscite risulta positivo e pari a +0,3%. Il ricorso alla cassa integrazione da parte delle imprese continua a ridimensionarsi; i settori più in difficoltà, quelli cioè che hanno fatto un maggior ricorso alla Cig, sono il settore tessile, quello dei mezzi di trasporto, e l’industria siderurgica. In generale, a conferma della tenuta del sistema manifatturiero in questa fase, la quota di Cig sul monte ore complessivo è limitata all’1,4% nel secondo trimestre, mentre guardando alla quota di imprese che vi fa ricorso la percentuale risulta pari all’11,2%, dati in entrambi i casi in discesa rispetto alla rilevazione precedente.