Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 8:10
“È assurdo pensare di mettere i dazi alla Cina o fare guerre commerciali con un Paese che da anni ha l’industria, i lavoratori, il know how, tutto ciò che ci serve per la transizione energetica. Semmai dovremmo sfruttare la loro efficienza, con accordi sempre più sistematici”. Attilio Piattelli, presidente di Coordinamento Free (Coordinamento delle Rinnovabili e dell’Efficienza), è netto: la transizione parla cinese, specie oggi che gli Stati Uniti stanno facendo, sul clima, battaglie di retroguardia.
Anche Averaldo Farri, esperto di innovazione, green e transizione energetica, concorda: “I dazi sono inutili. Con i livelli di predominanza su macchine, turbine, pannelli o inverter, con la Cina possiamo solo collaborare, fare la guerra è ridicolo. Sono pronti e radicati dentro tutti i cicli produttivi”.
I numeri cinesi sulle rinnovabili – I dati sono impressionanti. Il 2024 è stato un anno record: + 45,2% per il fotovoltaico (raggiungendo 886,67 GW) e + 18% per l’eolico (raggiungendo 520 GW) rispetto all’anno precedente. In pratica, nel 2024 la Cina ha costruito quasi il doppio della capacità solare ed eolica rispetto a tutti gli altri Paesi messi assieme. Pechino ha raggiunto i suoi obiettivi con sei anni di anticipo, con 1.406 GW, ben sopra i 1.200 dell’obiettivo 2030.






