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Ultimo aggiornamento: 10:32
Recentemente ha destato scalpore la notizia di una liceale che ha risolto un quarantennale problema matematico. Non ho la competenza specifica in analisi armonica per approfondire tecnicamente il risultato. Approfitto, invece, di questo stupefacente evento per parlare di un elemento poco conosciuto della ricerca matematica: il controesempio.
Hanna Cairo, nata nel 2007 nelle Bahamas, è iscritta a un liceo statunitense ma frequenta anche corsi universitari a Berkeley. La sua passione per la matematica l’ha portata ad affrontare, con un coraggio da leonessa, un problema in piedi da decenni: la congettura di Mizohata-Takeuchi. Mentre la maggior parte dei matematici professionisti cercava di dimostrare la congettura, lei ha avuto l’audacia e la capacità di trovare un controesempio.
Intendiamoci, non è un evento che “riscrive la matematica”, come imprudentemente ha scritto qualche commentatore. Dico questo senza nulla togliere all’impresa di una persona che è senz’altro una matematica molto migliore di me. Quello che il pubblico spesso ignora è che ci sono migliaia di congetture, di problemi aperti in matematica. Rubo a un amico una bella descrizione: le congetture sono il modo con cui i matematici aprono la porta al cambiamento. Quello che accade, nella ricerca, è che qualcuno ha un’intuizione, dovuta alla sua esperienza, alla sua fantasia, magari a esperimenti favoriti dal computer.






