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Troppi soldi, qualche segreto e i business sui gadget. L’ultima accusa da Israele per il blog sull’Eucarestia
Passata la festa, gabbato lo Santo. Sulle spoglie mortali di San Carlo Acutis volteggiano da mesi avvoltoi e maldicenze, accuse vecchissime e nuovissime che tentano inutilmente di sporcare l'immagine dell'influencer di Dio, morto a 15 anni per una leucemia aggressiva l'11 ottobre del 2006, sepolto ed esposto in tuta e sneakers ad Assisi e proclamato santo da Papa Leone XIV appena l'altro ieri. E quali sarebbero le colpe di un ragazzo così innamorato dell'Eucarestia («la mia autostrada per il Cielo», la definiva) da fare la comunione ogni giorno, folgorato dall'aver sognato il nonno appena morto che chiedeva qualche preghiera per andare in Paradiso? «Essere un antisemita» perché secondo il Times of Israel nel suo blog sui miracoli eucaristici avrebbe attinto «a rappresentazioni medievali in cui gli ebrei erano indicati come colpevoli di sacrilegi», come se fosse un teologo e non un adolescente.






