In Ucraina sta precipitando tutto. Nelle ultime settimane la Russia ha intensificato la sua strategia di aggressione sia nei cieli che a terra. L'attacco condotto dal Cremlino nella notte tra sabato 6 e domenica 7 settembre ne è la prova. Nonostante nei primi 20 giorni di agosto - quelli che precedevano il vertice tra Trump e Putin in Alaska - si è assistito a una rilasciata del numero di lanci di droni Shahed e all'assenza di attacchi su larga scala contro l'Ucraina, gli attacchi con raid però sono cresciuti vertiginosamente pochi giorni dopo il faccia a faccia con The Donald.

Stando a quanto sostiene l'ex generale dell'intelligence estera ucraina Mykola Malomuzh, la potenza di fuoco russa potrebbe aumentare ulteriormente. L'ex capo dei servizi segreti ha sottolineato che tra 2-3 mesi Mosca potrebbe essere in grado di sganciare fino a 1.200 droni al giorno. Come sottolinea il Corriere della Sera, si tratta di una cifra ben più alta degli 810 che hanno colpito il centro della capitale danneggiando per la prima volta edifici governativi.

RUSSIA E CINA, IL COMUNISMO È TORNATO ED È PIÙ PERICOLOSO DI PRIMA

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