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Intellettuali pro Pal divisi tra silenzi e attacchi a Netanyahu: "È lui il più grande terrorista". La teoria folle: strage voluta da Tel Aviv come alibi

Neanche il tempo di fare la conta delle vittime dell'attentato terroristico avvenuto ieri a Gerusalemme che subito sono cominciati a fioccare commenti dal tenore giustificazionista e anti israeliano. Sui social network utenti che di solito condividono contenuti pro Pal, di gruppi e organizzazioni palestinesi, hanno pubblicato numerosi post per giustificare l'attacco. C'è chi parla di un «attentato a orologeria», chi si chiede «è una false flag per avere il pretesto di nuove stragi?» e chi addirittura arriva a scrivere che «Hamas favorisce Netanyahu». C'è anche chi scrive che è molto strano che l'attentato sia avvenuto in una zona così militarizzata della città, oppure che sia legittimo colpire un autobus pieno di coloni e militari. La tesi, detta più o meno apertamente, è che l'attentato sia non solo la conseguenza della guerra a Gaza ma che in fondo gli israeliani se lo meritino. Eppure non sono solo gli utenti social ad alimentare la retorica giustificazionista ma anche figure del mondo giornalistico e culturale come Ginevra Bompiani che, intervenendo alla trasmissione L'aria che tira su La7, ha incolpato Netanyahu di non volere la pace «proposta da mesi da Hamas». Alla giusta domanda del conduttore David Parenzo «lei riconosce che c'è un problema con la jihad islamica o no?», la Bompiani non solo non ha risposto ma ha aggiunto: «Il problema è il terrorismo e il più grande terrorista del mondo è Israele». Da qui la replica di Parenzo: «Lei è molto curiosa. Lo dice nel giorno in cui c'è un attentato terroristico rivendicato».