Da un triciclo davanti all’Istituto di Anatomia, in via Mangiagalli, a una libreria che oggi conta 80 mila titoli e resta un baluardo indipendente in un mercato dominato da catene e Amazon. La storia della libreria Cortina è la storia di Milano raccontata da tre generazioni di librai ed editori che oggi la riaprono dopo la ristrutturazione con una festa e nuove idee.

Tutto comincia nel dopoguerra quando arriva a Milano Aldo Cortina, giovane bellunese già affermato come pittore, allievo di Filippo De Pisis e apprezzato da Sandro Pertini e Ermanno Olmi che avevano alcune sue opere. Per arrotondare vende libri: prima da ambulante, con un carretto a tre ruote, e poi in una bottega aperta in via Festa del Perdono dove all’epoca si ergeva la Ca Granda, quando la Statale non c’era ancora.«È l’università che è venuta davanti a noi, non il contrario», ripeteva con orgoglio.