Monaco diventerà il primo laboratorio europeo per i robotaxi. Uber, il servizio di trasporto privato più diffuso al mondo, e la startup cinese Momenta hanno annunciato il lancio di veicoli a guida autonoma nella capitale bavarese a partire dal 2026, aprendo di fatto le porte all'arrivo dei taxi senza conducente nel continente europeo. L'accordo, siglato a maggio 2025, prevede che i veicoli operino inizialmente sotto la supervisione di operatori di sicurezza “umani”, per garantire il monitoraggio costante e l'intervento in caso di necessità. La scelta della Germania non è casuale: il paese ha approvato nel 2021 una legislazione che consente ai veicoli autonomi di livello 4 di circolare su strade pubbliche, rendendolo il primo grande mercato economico al mondo a creare un quadro normativo completo per i robotaxi commerciali.La guida assistita (prima che autonoma) nel mercato europeoMomenta, fondata nel 2016 a Pechino, rappresenta una delle società pioniere cinesi nel settore dei veicoli autonomi, avendo iniziato i test delle auto senza conducente già nel 2018. La società, che ha raccolto oltre 1,4 miliardi di dollari (1,2 miliardi di euro) di finanziamenti da investitori del calibro di General Motors, Toyota, Mercedes-Benz e il fondo sovrano di Singapore Temasek, è stata il primo unicorno cinese nel campo della guida autonoma quando nel 2021 la sua valutazione ha superato il miliardo di dollari.La tecnologia di guida assistita sviluppata da Momenta è già presente in 400mila veicoli di marchi tedeschi come Mercedes-Benz, BMW e Audi: si tratta di sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS, livello 2) che aiutano il guidatore in sicurezza con funzioni come il mantenimento della corsia, il controllo della velocità adattivo e l’assistenza al parcheggio. Mentre dall'anno prossimo l’azienda punta a fare il salto verso sistemi di livello superiore, veri e propri robotaxi, in grado di gestire funzioni di guida completamente autonome. L’introduzione di queste tecnologie in Europa è agevolata dal quadro normativo tedesco, considerato tra i più avanzati e permissivi a livello globale. La Germania consente già l’impiego di veicoli autonomi di livello 4 in aree geografiche delimitate, senza la necessità di un conducente fisico a bordo, purché sia garantita una supervisione tecnica remota e vengano rispettati standard rigorosi di sicurezza e controllo.Tuttavia, anche altre aziende sono interessate a questa fetta di mercato. Lyft, rivale storico di Uber, ha annunciato ad agosto una partnership con l'altra gigante cinese Baidu per portare i propri veicoli autonomi Apollo RT6 in Germania e Regno Unito sempre nel 2026. L’accordo segna la prima espansione europea del programma di robotaxi dell’azienda, finora sviluppato esclusivamente sul mercato domestico. In Cina, infatti, Baidu gestisce già il più grande servizio di taxi autonomi al mondo, operativo in 15 città, tra cui Pechino, Shanghai e Wuhan, con una flotta di oltre mille veicoli.I taxi senza conducente conquisteranno il mondo?Negli ultimi anni Uber ha accelerato la sua strategia nella guida autonoma, stringendo alleanze con aziende tecnologiche e costruttori in diversi continenti. A livello globale, oggi può contare su una rete di 20 partner che spaziano dal trasporto passeggeri alla logistica, con un volume annuo di 1,5 milioni di corse. Negli Stati Uniti l’azienda offre già i robotaxi di Waymo, sussidiaria di Alphabet, in cinque città tra cui San Francisco, Los Angeles e Phoenix. A livello internazionale, oltre alla partnership con Momenta, Uber ha siglato accordi con le cinesi WeRide e Pony.ai per il lancio di robotaxi in Medio Oriente, dove già opera ad Abu Dhabi e Riyadh, e con la britannica Wayve per test su strada pubblica di veicoli autonomi di livello 4 a Londra.Cosa prevede il livello 4 di autonomia alla guidaIl livello 4 di autonomia, secondo la classificazione della Society of automobile engineers (Sae), indica veicoli capaci di operare senza intervento umano in condizioni e ambienti specifici. La differenza con il livello 5, che rappresenta l'autonomia completa in qualsiasi condizione, sta proprio nella limitazione geografica e ambientale: i robotaxi di livello 4 possono circolare solo in aree predefinite e approvate, sotto determinate condizioni meteorologiche e di traffico. Questa caratteristica rende necessaria la creazione di centri di comando tecnico che supervisionano da remoto le flotte e possono intervenire in caso di problemi.Nel giro di 5 anni previsti 2,5 milioni di robotaxiLe proiezioni di mercato indicano che entro il 2030 saranno operativi 2,5 milioni di robotaxi a livello globale, con Europa, Stati Uniti e Cina come mercati dominanti. Germania e Regno Unito guidano l'espansione europea con previsioni di oltre 100mila veicoli autonomi in servizio entro la fine del decennio. Il vantaggio economico sarà significativo: i costi per gli utenti dovrebbero essere sostanzialmente inferiori rispetto ai servizi tradizionali di trasporto auto con conducente, grazie all'eliminazione del costo del guidatore e all'ottimizzazione delle rotte attraverso algoritmi di intelligenza artificiale. La trasformazione non riguarderà solo il trasporto passeggeri ma includerà servizi di navetta aziendale, collegamenti tra centri medici e case di riposo, mobilità dell'ultimo chilometro (ovvero la fase finale della catena di approvvigionamento della logistica) e trasporto pubblico. Tuttavia un ecosistema integrato di mobilità urbana automatizzata richiederà investimenti massicci in infrastrutture di ricarica, centri di manutenzione e sistemi di supporto al cliente.
Stanno per arrivare i robotaxi cinesi, sì quelli che si guidano da soli
Monaco, quella in Germania, nel 2026 sarà la prima città europea a testare veicoli a guida autonoma per uso commerciale, aprendo la strada a una rivoluzione nel trasporto urbano






