Gli 'ultras' dell'Italia voltano le spalle alla bandiera israeliana durante l'inno della nazionale di Israele, prima della partita contro l'Italia valida per le qualificazioni ai Mondiali.
Le due squadre si affrontano sul campo neutro di Debrecen, con pochi tifosi (2000 in tutto, una piccola rappresentanza di israeliani e di italiani), e al momento dell'inno israeliano si è sentito anche qualche fischio. Israele gioca col lutto al braccio, tecnico compreso, per l'attentato terroristico di Gerusalemme per l'attentato terroristico che ha fatto sei vittime.
La protesta del piccolo gruppo di tifosi (oltre un centinaio) al seguito della Nazionale al Nagyerdei Stadion di Debrecen prima del fischio d'inizio è poi proseguito con la messa in mostra di cartelli stradali con la scritta "Stop", una evidente richiesta a interrompere il conflitto in corso sulla Striscia di Gaza.
A margine della partita, il governo israeliano aveva portato in Ungheria una trentina di ragazzi superstiti della strage di Majdal Shams, territorio del Golan occupato da Israele: il 27 luglio 2024 una bomba cadde su un campo di calcio dove i giovani siriani della comunità drusa, di età compresa tra 10 e i 16 anni, stavano giocando a pallone, e morirono 12 ragazzi. L'attacco fu attribuito a Hezbollah.













