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9 SETTEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 6:46
L’Italia “gattusiana” ha superato 5-4 la nazionale israeliana a Debrecen, in Ungheria, grazie alla botta di Tonali al 91’, in un finale da brividi in cui gli azzurri avevano beccato due reti horror tra 87’ e 89’: il risultato dice già (quasi) tutto. Abbiamo finalmente trovato i gol, grazie a un giocatore che sembrava perduto come Moise Kean, ma in difesa siamo un disastro, lontani anni luce dalla nostra storia. Non bastassero gli errori nei piazzamenti e le distrazioni, ci facciamo male anche da soli: le due autoreti di Locatelli e Bastoni hanno complicato una serata già difficile, in cui nei primi venti minuti gli azzurri sono stati messi sotto da Israele. Kean ha acceso la luce con il primo e secondo gol, poi nel tabellino dei marcatori sono finiti Politano, Raspadori – subito a segno appena entrato, come già accaduto contro l’Estonia – e il già citato Tonali, unico del reparto di centrocampo a meritare un voto positivo. Male Barella, poco incisivo Locatelli, così così Frattesi che ha almeno il merito di aver piazzato l’assist per il 4-2 di Raspadori.
Quando parla di calcio, Gattuso appare credibile: “Abbiamo incassato gol assurdi. Siamo fragili, concediamo troppo agli avversari, ma mi assumo tutte le colpe. Dobbiamo migliorare e anche in fretta”. Non ci sono dubbi: prendere quattro gol da Israele, posizione numero 70 del ranking Fifa nonostante gli innegabili progressi degli ultimi anni, non è ammissibile. L’Italia ha rischiato anche il 5-5: decisiva una “spizzata” di Di Lorenzo al 97’, sull’ultimo assalto avversario. Bastoni, autorete a parte, è stato sempre in affanno. I soliti limiti difensivi di Dimarco hanno aumentato i problemi del centrale interista. Mancini è abituato alla retroguardia a tre e ha sofferto. Di Lorenzo ha tenuto botta fino all’ingresso di Orsolini al posto di Politano: a quel punto, guai pure per lui. Donnarumma ha iniziato il match con un errore grossolano nella gestione con i piedi, quasi a voler dar ragione a Luis Enrique che lo ha rimosso dal Psg dopo la conquista della Champions.











