Si possono raccontare Lucio Corsi e la sua unicità senza parlare del trucco, del mondo poetico evocato dalle sue canzoni, della voglia di suonare più che di fare numeri? Con i dettagli di un concerto, quello di domenica all’Ippodromo di Milano, chiusura del tour estivo, che prova a fare delle eccezioni una regola. A partire dal finale. Non tanto perché durante una versione trascinante di «Francis Delacroix» Lucio si concede una passeggiata in mezzo al pubblico, ma perché è un vero bis «convalidato dallo Stato» scherza lui. Siamo anestetizzati da anni di rito: si spengono le luci, l’artista lascia il palco e ci ritorna per fare i pezzi più famosi che ha tralasciato durante il resto dello show. Lucio e la band, invece, restano sul palco e il blues sul fotografo amico (presente sul palco) l’avevamo già sentito a due terzi dello show. L’ortodossia si può scalfire.
Lucio Corsi in concerto a Milano e l'eccezione che può diventare regola
Il cantautore chiude il tour estivo e annuncia i palazzetti a novembre
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