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Se non fosse morto di leucemia a soli 15 anni, oggi Carlo Acutis di anni ne avrebbe 34 e non sarebbe diventato santo. Il 7 settembre a Roma è stato infatti proclamato tale da papa Leone XIV. È uno dei santi più giovani della storia, di certo tra quelli più veloci a diventarlo: Acutis è morto nel 2006, quindi sono bastati 19 anni. Solo per Giovanni Paolo II e Madre Teresa di Calcutta ne sono serviti di meno. I motivi di tanta rapidità sono molti.
Come Wojtyla, Acutis era già diventato santo per la gente prima che per il Vaticano. Al riguardo, la Chiesa parla di «fama di santità», che un documento del 2007 definisce come «l’opinione diffusa tra i fedeli circa la purità e l’integrità di vita del servo di Dio». È il primo punto da considerare quando ci si chiede come e perché venga avviato il processo di canonizzazione di una persona, con il quale può diventare poi santa: la «fama di santità» è una delle condizioni preliminari per la canonizzazione. Secondo la Congregazione delle cause dei Santi, che è l’organismo del Vaticano competente e che ha pubblicato quel documento, si è santi perché a volerlo – o a suggerirlo – sono i fedeli prima che la Chiesa. È accaduto proprio con Giovanni Paolo II, acclamato dalla folla «santo subito» in piazza San Pietro. In qualche modo è successo anche con Carlo Acutis, il santo più contemporaneo della Chiesa cattolica.











