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La sinistra politica ha alzato la voce contro l'intervento delle forze dell'ordine ma in Italia è vietato presentarsi in pubblico con i connotati travisati, tanto più alla Mostra del Cinema di Venezia

Il tema dominante della Mostra del Cinema di Venezia del 2025 è stata Gaza. La quota solidale che, ogni anno, il circolino "buono" (o buonista) del cinema italiano sente di dover necessariamente sventolare per sentirsi parte di qualcosa è andata tutta sulla guerra arabo-israeliana, ma ovviamente a senso unico. Che a Gaza ci sia un problema enorme è innegabile, così come è lecito premere affinché cessino le ostilità con ferma condanna di entrambe le parti. La guerra non ci sarebbe stata se il 7 ottobre di due anni fa Hamas non avesse trasformato i confini tra Gaza e Israele in una macelleria con oltre 1000 morti, donne e bambini stuprati, bruciati vivi, esibiti come trofei. Il carrozzone della Mostra di Venezia di quest'anno ha scelto di vestirsi dei colori della Palestina, tra artisti che firmano appelli a loro insaputa, altri che rivendicano le richieste di esclusione dei colleghi solo perché israeliani e parate in barchetta con le bandiere della Palestina.