Il prezzo dell’oro vola da mesi. Attualmente il metallo giallo si aggira attorno ai 3.500 dollari l’oncia. Le cause ruotano anzitutto attorno all'instabilità geopolitica di questi anni e al ruolo storico di bene rifugio: nei momenti di incertezza (e di inflazione), si guarda all'oro per mettersi al riparo dalle turbolenze: è un po' come uno scudo contro le tempeste finanziarie, e la domanda spinge ovviamente in alto i prezzi. Secondo la banca svizzera J. Safra Sarasin, gli acquisti istituzionali nei mesi scorsi sono stati particolarmente robusti nelle economie emergenti, con Polonia, Azerbaijan, Kazakhstan, Cina e Turchia che rappresentano i primi cinque acquirenti, mentre Uzbekistan e Singapore rappresentano i maggiori venditori dall'inizio dell'anno.Nonostante, dall'altro lato, gli acquisti delle famiglie (che nel 2024 hanno rappresentato il 40% della domanda globale di oro) siano stati frenati proprio dai prezzi, lo scenario fa sì che estrarre il metallo giallo illegalmente stia diventando ancor più attraente. Anche in Amazzonia, là dove si terrà la prossima conferenza dell'Onu sul clima, la Cop30. Del resto, con il crimine ambientale si rischia poco e il premio è alto. Anche grazie alle complicità di soggetti apparentemente “insospettabili”.Quando la caccia all'oro diventa un crimineScovare i responsabili e punirli non è semplice: mancano leggi ad hoc, afferma l’organizzazione, e, quando ci sono, manca lo scambio di informazioni tra investigatori di paesi diversi. Al quadro si aggiunge il ruolo degli stati dove transitano i soldi e l’oro viene stoccato e lavorato, non sempre impeccabile nei controlli al di là delle dichiarazioni di facciata. Tra questi c'è l'Italia, ci sono gli Emirati Arabi Uniti e la Svizzera. E anche gli Stati Uniti d'America.Anche per questo i crimini ambientali, sostiene Fact coalition, ong americana impegnata nella diffusione di pratiche contabili trasparenti, rappresentano la terza attività illecita più praticata al mondo, per un giro d’affari stimato in 281 miliardi di dollari l’anno.“Quando si tratta di crimini ambientali in Amazzonia, gli Stati Uniti sono tra i principali paesi di destinazione sia dei prodotti che ci si è procurati illegalmente, sia del denaro sporco associato a essi”, afferma Julia Yansura, direttrice di programma di Fact coalition, in un colloquio con Wired. “È tempo per l’America di cambiare questa dinamica e la Amazon Region Initiative for illicit finance è un passo importante in questa direzione”, aggiunge.Il riferimento di Yansura è all’iniziativa lanciata nel luglio del 2024 dagli Stati Uniti e dai paesi dell’area amazzonica (Brasile, Colombia, Ecuador, Guyana, Perù, Suriname) per fermare la finanza illegale che alimenta i crimini ambientali: secondo Janet Yellen, ex ministra del Tesoro durante l'amministrazione Biden, sarebbe servita ad aumentare la cooperazione tra ministeri e polizie, che avrebbero ricevuto formazione specifica finalizzata a individuare i flussi di capitali illegali.Nessuno segue i soldi, follow the moneyMa, un anno dopo, se ne sono perse le tracce. Online non c'è nulla di recente. Nessun riferimento all'iniziativa se non comunicati stampa vecchi di dodici mesi. E il tema, come visto, è in prima pagina.Secondo quanto dichiarato ai tempi, Stati Uniti e Brasile avrebbero dovuto organizzare un incontro regionale nei mesi successivi per stabilire le priorità del gruppo; dal canto suo, il Tesoro americano si era impegnato a organizzare delle sessioni follow the money per aumentare le abilità degli investigatori: ma anche di questo non si trova traccia. E anche l’ufficio stampa del Tesoro americano non ha risposto alla domanda di chiarimenti inoltrata da Wired.Secondo Fact, l’approccio follow the money (seguire i soldi, reso popolare in Italia dal giudice Giovanni Falcone nelle indagini per mafia negli anni Ottanta) non può che essere la base di ogni indagine sulla criminalità ambientale. La Financial action task force (un'agenzia intergovernativa di cui è membra anche l'Italia dal 1990) nel 2012 ha pubblicato una lista di 40 raccomandazioni costantemente aggiornata per evitare il riciclaggio: l'elenco include attività come la necessità di segnalare le persone politicamente esposte, il tracciamento delle operazioni bancarie e finanziarie e un occhio più attento da parte dei professionisti attivi in settori a rischio come i casinò, l’immobiliare e la compravendita di oro.Per capire l'importanza di affrontare il problema nel modo corretto, Fact propone un esempio. Nel 2019 furono arrestati due colombiani e un ecuadoriano delle forze di polizia di Bogotá: l’accusa era di aver condotto pesca di frodo vicino Malpelo, un’isola rocciosa distante 300 chilometri dalla costa della Colombia.Indagini solo per un crimine su treSull’imbarcazione furono sequestrati sei squali, senza però che fosse aperta alcuna indagine finanziaria: agli accusati non furono sequestrate somme di denaro o asset di altro genere, non si verificò l’intestatario dell’imbarcazione o dove fosse stata registrata, né si approfondì che cosa ne sarebbe stato delle carcasse dei pesci, a chi sarebbero state vendute, in che modo sarebbero avvenute le transazioni e come sarebbero stati nascosti i soldi. Un piccolo caso che avrebbe potuto offrire una miniera di informazioni e, potenzialmente, aiutare a scoperchiare la pentola: non se ne fece nulla. E senza un’indagine finanziaria, pur arrestando i responsabili materiali dell’illecito, non si sono toccati i finanziatori o gli acquirenti che rappresentano la vera causa dell'illecito stesso. E che ora potrebbero non subire alcuna conseguenza. Sempre secondo Fact, per tre crimini che vengono compiuti, solo in un caso vengono effettuate indagini approfondite.L'oro, da bene rifugio a rifugio di criminalitàMa torniamo al metallo giallo, all'oro. Il bene rifugio per eccellenza, con i recenti rialzi “è una delle maggiori fonti di introiti per le reti criminali che operano nelle regioni amazzoniche”, assicura Yansura. Anzi, “a dire il vero”, prosegue, “in Colombia e Perù l’estrazione illegale genera più denaro del traffico di droga: parliamo di moltissimi soldi. Quest’anno il prezzo dell'oro è andato alle stelle, arrivando a circa 3.500 dollari l’oncia: significa che i gruppi criminali coinvolti nel settore stanno diventando sempre più ricchi e potenti”.La conseguenza per la foresta amazzonica è ovvia: “L’incremento del prezzo dell'oro porterà allo sfruttamento di miniere in aree sempre più vaste della regione, contribuendo ad aumentare la violenza, la violazione dei diritti umani e i danni ambientali”.Qual è la connessione tra oro e traffico di droga?, chiediamo: “I gruppi criminali usano l’oro per due scopi principali – continua l’esperta –: il primo è come investimento, per fare soldi, diversificando il modello di business al di là della mera vendita di stupefacenti. Il secondo è come mezzo per riciclare, trasportare e conservare i proventi del traffico di droga”. Facciamo un altro esempio: “Si possono usare contanti per comprare l’oro, poi mandare un corriere a passare i confini con il metallo addosso, e quindi, una volta dall’altra parte, venderlo per provare a ripulirlo. I criminali traggono vantaggio dalle regolamentazioni blande riguardo al metallo e dal fatto che l’oro vale molto, è facile da trasportare e palesemente legale. Insomma, è un ottimo schema per il riciclaggio”.Si stima che il 40% dell’oro esportato dal Brasile sia illegale, e nonostante i sequestri aumentati dopo l’elezione alla presidenza di Lula, l’attività che una volta era di piccoli estrattori pressoché autonomi, ora sta assumendo scala industriale. Le operazioni si lasciano alle spalle un terreno contaminato dal mercurio, usato per separare il metallo nobile dalle impurità. Nel paese esiste persino una piccola lobby dell’oro illegale che tenta di portare avanti alcune proposte di legge per dare via libera a tutti coloro vogliano gettarsi nel business. Con buona pace della Cop30.Ad ogni modo, secondo Yansura, l’estrazione illegale di oro non è limitata al Brasile ma diffusa in tutta la regione amazzonica, dal Perù alla Colombia, dall'Ecuador al Venezuela. In Colombia, gli investigatori ritengono che l’85% dell’oro esportato sia di origine illegale.Una volta estratto, l’oro si sposta verso Stati Uniti, Asia, Europa e… Italia: “Bisogna riconoscere che il problema è globale", afferma Yansura."Ed è necessario agire non solo nelle remote miniere sudamericane ma anche in hub finanziari come gli Stati Uniti e centri rinomati di gioielleria come l’Italia”. Non solo. “Sappiamo che gran parte dell’oro illegale è comprato e venduto da società di copertura o di facciata. I governi dovrebbero implementare le prassi internazionali anti-riciclaggio per contrastare le società-schermo”.La tecnologia forense a supportoUna nuova risorsa per la lotta all'oro illegale arriva dalla tecnologia forense. Grazie a un innovativo sistema unito alle immagini satellitari, la polizia brasiliana sarebbe stata in grado di stabilire l’origine illegale di un carico di oro diretto in Usa, a Dubai e in Italia: sarebbe stato estratto in tre siti differenti dello stato di Pará, in Brasile, in parte addirittura in una riserva indigena protetta. Il presunto trafficante, che tra le altre cose fa anche il pastore in una chiesa evangelica, nega ogni addebito. E fino a poco tempo fa sarebbe stato difficile dargli torto, soprattutto dopo che l’oro era stato fuso.Ma la tecnica degli investigatori brasiliani permetterebbe oggi di superare questo limite. Gli agenti stanno, infatti, creando un database delle provenienze con scansioni dei campioni di oro effettuate con radioisotopi e la tecnica della spettroscopia di fluorescenza. Una metodica a lungo impiegata in archeologia, ma che è stata perfezionata dall’università sudafricana di Pretoria per riconoscere l’oro illegale cercando impurità o altri metalli che possano consentire di risalire all’origine. Secondo la polizia, si può dire che è come se si identificasse il “dna dell’oro brasiliano”. Ma non è difficile immaginare di poter estendere questa innovazione ad altri paesi.
Se l'oro vola, si impenna anche il business dell'estrazione illegale. E vale più del traffico della droga
La crescita del prezzo del metallo giallo sta riportando in auge l'estrazione illegale dell'oro, soprattutto in Amazzonia. Ecco gli strumenti tech per fermarla







