A Roma mancano all’appello circa 115mila operai specializzati. È quanto emerge dall’analisi della Cgia di Mestre condotta su dati di Unioncamere e ministero del Lavoro. Sebbene le aziende artigiane offrano opportunità vantaggiose per i giovani, il 40% della manodopera risulta introvabile.

In città 6 imprenditori su 10 hanno difficoltà nel reperire profili adeguati. Le cause sarebbero da attribuire alla voglia di flessibilità, autonomia e tempo libero da parte dei neodiplomati, meno propensi a impegnarsi full time, nei fine settimana e in condizioni fisicamente gravose. A farne le spese sono soprattutto i settori dell’edilizia e della manifattura: la prima ricerca carpentieri, ponteggiatori, pavimentatori, piastrellisti, stuccatori, gruisti ed escavatoristi. La seconda verniciatori, restauratori di mobili antichi, filettatori, confezionisti, stampatori, orlatori, cucitori e fresatori. «Di fonditori, saldatori e carpentieri se ne trovano 4 ogni 100: praticamente non esistono più – sostiene Micheal Del Moro, presidente di Confartigianato Lazio –. Nelle costruzioni più della metà del personale non si trova, nell’alimentare il 70%. Da noi i ragazzi iniziano con 3 anni di apprendistato professionalizzante a 1.300 euro al mese, il doppio rispetto a uno stagista. Dopodiché la retribuzione sale a 1.500 euro e il posto passa quasi sempre a tempo indeterminato».