La Fiat 850 coupé, macchina-mito di quei tempi, se l’era comprata firmando cambiali, per consolarsi delle storie d’amore fallite. La contessa Maria Carmela Belli, per gli amici Bibì, non aveva archiviato i suoi anni migliori. Era stata una bellezza da rotocalco, bocca sensuale, naso all’insù, zigomi scolpiti. Le ristrettezze economiche non l’angustiavano più di tanto. Aveva fame di vita, sognava il terzo matrimonio. E tuttora, alla soglia dei 50 anni, «nonostante l’età - come dichiarò con una punta di misoginia il commissario Di Mambro - era una bella donna, alta 1 metro e 65, capelli biondi ossigenati».