PADOVA - Sono almeno una quindicina gli episodi di violenza sui quali sta indagando la Squadra mobile e che hanno come protagoniste principali le cinque baby bulle per cui il questore Marco Odorisio ha firmato, l’altro giorno, quattro Daspo Willy per tre anni e due avvisi orali. Le cinque ragazzine violente – quattro tra i 16 e i 17 anni e una 13enne, quindi non imputabile e non toccata nemmeno dal Daspo Willy – sono il nocciolo duro di un gruppo di giovanissime padovane che hanno creato il panico in città, tra rapine e aggressioni mirate soltanto ad impossessarsi di qualche oggetto del quale si erano innamorate o di alcuni euro. Ma anche volte a sottolineare la loro violenza e una sorta di controllo del territorio. I fascicoli che racchiudono gli episodi sono tutti gestiti dalla Procura dei minori di Venezia che li sta trattando come un unico caso, senza spacchettarli dal momento che si tratta di un comportamento continuo da parte delle minorenni.

Secondo le relazioni preparate dalla Mobile padovana, diretta dalla vicequestore Immacolata Benvenuto, a tenere le redini del gruppo di bulle sarebbero una 16enne e una 17enne, le stesse per le quali il questore ha firmato gli avvisi orali. Le due avrebbero catalizzato attorno a sé altre coetanee attirate dalla violenza gratuita. A raccontare le continue aggressioni sono le denunce fatte in questura dalle vittime, non solo ragazzi o ragazze della loro stessa età ma anche anziani o persone con disabilità e difficoltà a muoversi. Soggetti deboli, per usare il gergo del Codice penale, che loro prendevano di mira individuandoli come prede facili. Ecco allora gli accerchiamenti dei coetanei che camminavano da soli nelle vie del centro e di colpo si trovavano a terra, presi a calci e pugni e derubati di cellulari, Airpod e i pochi spiccioli in tasca. Ma anche le anziane alle quali veniva scippata la borsa dopo alcuni metri di pedinamento. O altre persone in difficoltà offese e derise.