Giù le mani dalla città», recita uno dei manifesti di convocazione del doppio corteo pro Leoncavallo. «Contro i padroni», aggiunge un altro slogan. L’immagine arricchisce la tesi di un tocco surreale: si vede una figura in nero (e come ti sbagli?) che allunga le sue manone sul ridente spazio del Leonka. E niente fascismo?

Tranquilli, il fascismo è sempre in agguato: «Buttiamo giù il governo neofascista Meloni», spiega un altro manifestino. E del resto Ilaria Salis, una che se ne intende, preannunciando la sua presenza, ha chiarito la piattaforma già il giorno prima sui social: «Contro la repressione voluta dai postfascisti al governo". E ieri si è visto di tutto e di più: da Nicola Fratoianni («Lo sgombero è un crimine politico») al segretario cittadino del Pd Alessandro Capelli («Nessun imbarazzo», ipse dixit), dal capo dell’Anpi Milano Primo Minelli (se c’è il fascismo, ecco i partigiani...) alla “mamma antifascista” Marina Boer, da Claudio Bisio a Paolo Rossi, passando per Bebo Storti e il regista Gabriele Salvatores («Non siamo pecore», fa sapere). Insomma, finite le vacanze, in tanti hanno provveduto a timbrare il cartellino della protesta rossa: alcuni rosso-chic, altri più facinorosi.