La sinistra in Italia è traumatizzata. Questo spiega l’esasperazione dei toni, ogni giorno più aggressivi e più demagogici. Ha visto crollare tutte le sue certezze. In breve tempo i compagni hanno perso le elezioni e il governo, vedendo insediarsi a Palazzo Chigi la leader della destra Giorgia Meloni. Hanno visto sgonfiarsi tutte le loro nefaste previsioni di crisi internazionale e di crollo dell’esecutivo di centrodestra (si è verificato esattamente il contrario). Poi hanno perso la loro stella polare Usa con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. Infine è scomparso papa Francesco che loro consideravano «il principale leader della sinistra» (D’Alema dixit).

A questo si aggiunga la crisi, galoppante, dei governi europei guidati da “progressisti” (a cominciare da Macron) e quella della Commissione europea di Ursula von der Leyen, attaccata perfino dai suoi storici sostenitori. A cosa aggrapparsi per non sprofondare? A Gaza. Ecco che la vicenda di Gaza (che poi, è uno dei 56 conflitti in corso nel mondo) diventa la nuova mitologia di una sinistra allo sbando. Questo è il vero motivo della sceneggiata marinara in corso. Per condurre la crociata, modello Brancaleone, devono indicare Israele come il Male, parlando meno possibile di Hamas e delle sue orrende imprese. E devono “bombardare” continuamente il presidente americano Trump che poi è l’unico che abbia provato davvero a costruire la pace (né l’Onu, né la Ue, né altri lo hanno fatto).