Il centrosinistra rilancia sulle pipe per fumare crack. I consiglieri regionali dell’Emilia-Romagna chiedono infatti di estendere le politiche di riduzione del danno per l’uso di stupefacenti ad altri territori della regione, oltre alle città emiliane che, in tempi diversi, hanno iniziato la distribuzione delle pipe, con effetti tutt’altro che positivi.

In un’interrogazione - firmata da Giovanni Gordini dei Civici con de Pascale, Simona Lembi e Francesco Critelli del Pd, Lorenzo Casadei del M5s e Simona Larghetti di Avs i consiglieri ricordano che «oltre alle esperienze internazionali, anche quelle realizzate a Reggio Emilia, Parma e Bologna confermano la validità dell’attuazione dei Lea in materia di riduzione del danno». A Reggio Emilia, da circa quattro anni, l’Unità di Strada distribuisce pipe per il consumo di crack-cocaine «nell’ambito di interventi finanziati con fondi regionali destinati al programma Dipendenze patologiche».

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Si tratta di «azioni collocate fra gli interventi cosiddetti a bassa soglia, che non richiedono criteri giuridico-amministrativi di accesso come residenza o titolo di soggiorno, rivolgendosi così anche alle persone più marginalizzate», spiegano i firmatari dell’interrogazione.